Max Weber e la Google Car

Riprendiamo l’articolo pubblicato da Stefano Scravaglieri su LinkedIn Pulse

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Max Weber sarebbe fiero della macchina che sta sperimentando Google: si guida da sola e applica perfettamente il codice della strada. Anche troppo: se passa sulle strisce pedonali e si accorge di uno che potrebbe attraversare, frena. Fin qui tutto bene. Il problema è che, se la macchina dietro non si aspetta la frenata, le va addosso.

Perché il guidatore della macchina che segue, nella stessa situazione si comporterebbe diversamente. In altre parole la Google Car è ligia alle disposizioni del codice e questo provoca incidenti perché il codice non prevede tutto e perché noi poveri altri guidatori non siamo altrettanto rigidi (non tutti almeno…).

Dobbiamo fermarci se la persona si sta allacciando una scarpa ai margini delle strisce? O se stiamo trasportando una persona in ospedale? Si tratta di situazioni ambigue nelle quali avere una regola non garantisce che tutti la rispettino e chi non la rispetta non sarebbe (almeno moralmente) punibile.

Si può quindi scegliere di non seguire la regola? Beh, messa così è un po’ forte. In generale l’unica vera regola è “non spegnere mai il cervello”. L’applicazione piatta delle regole, infatti, rischia di generare tutti i paradossi tipici della burocrazia weberiana: rigidità, inversione mezzi / fini, etc. Infatti Google sta lavorando proprio per “umanizzare” alcuni tratti della sua macchina.

Come si potrebbe fare per non passare dalla regola al libero arbitrio? Se la regola non è sufficiente, devo assicurarmi che tutti trattino l’ambiguità allo stesso modo. Ciò accade tipicamente quando tutti condividono gli stessi valori: quando attraversi sulle strisce, se vedi una macchina i cui occupanti sventolano un fazzoletto bianco dal finestrino, ti fai da parte perché: 1) sai che lì dentro c’è qualcuno che sta male e 2) la malattia e l’urgenza hanno priorità rispetto al tuo diritto di attraversare la strada. Non c’è bisogno di regole per questo.

Se hai le regole ma non hai i valori, quindi, potresti comunque trovarti in difficoltà nelle situazioni che non hai previsto, nelle quali l’applicazione della regola sarebbe sbagliata.

Tutte le organizzazioni prima o poi sviluppano i propri valori di riferimento. Conoscere quei valori e misurarne il grado di identificazione delle persone è uno strumento potente per prevedere i comportamenti in alcune situazioni (ambigue).

Oggi la Google Car nell’incrocio più caotico del mondo (ad Addis Abeba) durerebbe poco. Ma se quando adatterà la sua guida in funzione dei valori tipici della circolazione Etiope, durerà molto più a lungo.

  • Published on:

    settembre 4, 2015

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